D’Agostino: “Arricchiamo la società con Di Costanzo. Esposito può maturare la giusta esperienza”

06/12/2018

 

Il presidente Giuseppe D’Agostino ha presentato alla stampa il nuovo direttore tecnico Nello Di Costanzo ed il nascente binomio con il tecnico Raffaele Esposito: “Abbiamo lavorato tanto su questa cosa. Abbiamo scelto di portare una figura importante, con tanta esperienza, in società. Mancava un tassello del genere. Conosciamo tutti mister Di Costanzo per quello che ha fatto e chi è, e abbiamo molta fiducia nel nostro allenatore Esposito, per questo abbiamo optato per questa soluzione. Di Costanzo sarà l’uomo della società che sarà sul campo. Farà in modo che mister Esposito possa maturare la giusta esperienza. Vogliamo costruire uno staff nostro ed evitare di cambiare in futuro. Vogliamo costruire qualcosa di importante".

 

L’ESONERO DI FONTANA – “Perché l’esonero di Fontana dopo una vittoria? Ho ritenuto poco rispettoso nei confronti di tutti che si fosse fermato a fumare il sigaro in campo subito dopo partita. Un gesto di sfida che mi ha spinto a fare questo. Altrimenti non l’avrei esonerato. O meglio, non l’avrei fatto dopo una vittoria. Ho aspettato anche troppo, per come sono fatto io, anche perché tra infortuni, squalifiche, campi e diversi fattori mi avevano spinto a dargli ancora tempo. Ritengo Fontana un allenatore che insegna calcio e per questo abbiamo puntato su di lui nel momento in cui stavamo allestendo una squadra giovane. Se fossimo partiti subito per un campionato di vertice, avrei optato subito per altro”.

 

LA POSIZIONE DI MARTONE – “Sta lavorando tranquillamente, come se niente fosse successo. Perché niente è successo. Il suo gesto a fine partita non va fatto perché 1000 persone non possono sapere a chi ci si sta rivolgendo. Ma indicava me e non ha mancato di rispetto a nessuno. E’ un gesto istintivo. Lui è bersagliato. A me non sta bene questo. Vorrei sapere dove ha sbagliato in 3 anni. La parte tecnica la giudico io. Non potete nemmeno immaginare il lavoro che fatto. Fuori c’è una parte che rema contro. Ognuno ha un proprio interesse. Forse non hanno capito che qua comando io. Se vogliamo criticarlo per un gesto ok, ma il lavoro che fa non bastano cento persone. Qui decido io. Abbiamo una grande sintonia ed ogni errore è condiviso".

 

PRESENTE E FUTURO – “Bisognerebbe pensare a focalizzare l’attenzione non sul superfluo, ma su situazioni come quelle legate allo stadio, alle strutture. Non bisogna sempre cercare il pelo nell’uovo. Se a maggio la situazione dovesse restare questa me ne andrò. Mi riferisco alle strutture, ma anche all’ambiente, alla piazza. Se si vuole crescere, lo facciamo tutti insieme. Altrimenti non vado avanti. Sono tre anni che sono qui, ma non ho visto niente e nessuno. Parliamo di una provincia e di una squadra professionistica. Siamo abbandonati. E in tre anni siamo una delle poche società a non aver mai preso un punto di penalizzazione. Abbiamo riconquistato la fiducia del calcio italiano".

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