#SALATIFOSI. La grande storia di Ivan Rajcic: dalla guerra, ai sogni di ragazzo e l’amore per Caserta

08/05/2018

 

 

Se lo chiamiamo il “sindaco” un motivo ci sarà. E' stato Ivan Rajcic il protagonista di #SALATIFOSI di questa settimana. Quattro anni con la Casertana, 100 presenze e un grande amore per la città di Caserta. I tifosi hanno sempre apprezzato il suo attaccamento. Un rapporto stupendo che, come in tutte le storie d’amore, ha vissuto anche alti e bassi: “Un affetto incredibile. E ci sta anche che, nei momenti difficili, se la prendano con me perché si aspettano sempre tanto. Sono quattro anni che vivo qui, ho tanto amici, amo questa città. E la gente riconosce il mio impegno per questa maglia. Qui ho trovato una seconda famiglia. Vivo in centro, ho tutti i luoghi in cui passo il mio tempo durante la giornata. Mi fanno sentire a casa. Non so in futuro se tornerà in Croazia o meno”

 

LA GRANDE BELLEZZA – “Chi ha la storia non muore mai. La Reggia va esaltata, più di quanto si faccia. E’ un monumento straordinario. Questa città ha un grande potenziale che bisogna sfruttare al meglio”.

 

AL SERVIZIO DELLA SQUADRA – “Il mio difetto è che cerco sempre l’assist anche quando dovrei tirare in porta. Perché il mio gioco è in funzione dei compagni. Ora sono contento che si sia sbloccato Ciccio De Rose, così è lui il centrocampista che la butta dentro”.

 

LA RISALITA – “Sapevamo quale fosse la nostra forza. Ma alle volte nascono annate negative, ma noi siamo stati bravi a raddrizzare la barca. Siamo stati bravi. Siamo rimasti compatti e ci siamo tirati fuori, partita dopo partita. Questo entusiasmo per i play-off è il giusto premio. Adesso ce la giochiamo, non abbiamo nessuna intenzione di partire con l’intenzione di partecipare soltanto. Dobbiamo tenere alta la concentrazione. Quando scendiamo in campo con quella sana paura di perdere, raddoppiamo le nostre energie fisiche e nervose”.

 

CASERTANA E JUVECASERTA – “La Casertana rappresenta questo territorio. E’ un suo orgoglio. Come del resto era un piacere andare anche al Palamaggiò a seguire la Juvecaserta. Davvero un peccato che sia scomparsa e mi auguro che presto si possa tornare a vedere in campo quello che è un altro orgoglio di questa città”.

 

LA GUERRA IN EX JUGOSLAVIA – “Difficile dimenticarla. Difficile spiegare cosa sia la guerra se non la si è vissuta. Sono andato via dal mio Paese a 17 anni, quindi ho vissuto tutto il periodo più duro. La corsa nel bunker, la fila in chiesa per il cibo, i bombardamenti; non si possono spiegare. Questo non ha fatto altro che accrescere in me la voglia di riscatto”.

 

LA SQUALIFICA – “Ci sono stati momenti difficili. Il tutto è stato amplificato, fino ad allargarsi a persone che non c’entravano. Ripartire non è stato facile, ma per fortuna è spuntata la Casertana. Altri hanno smesso di giocare. Un terremoto come quello ha incisivo anche nella vita privata di molti”.

 

DEL PIERO E QUELLA VOLTA CHE IL CHIETI SBANCO’ IL SAN PAOLO – “Ci sono tanti momenti della carriera che ricordo con piacere. Quando affrontai Del Piero ai tempi del Bari fu qualcosa di incredibile. Un calciatore di un altro pianeta. Ricordo con grande emozione anche la vittoria che con il Chieti centrammo al San Paolo contro il Napoli davanti a 50.000 spettatori".

 

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