Ginestra: "Non abbiamo niente da perdere. Partita dura, maschia ed aggressiva!"

Pubblicato in Qui falchetti il 15 febbraio 2020

il tecnico Ciro Ginestra presenta così la sfida di Catanzaro: “Troviamo un avversario di spessore che viene da tre vittorie consecutive da quando è tornato quello che è uno degli allenatori più forti in circolazione, in categoria e non solo. Conosciamo bene il nostro avversario per averci giocato già tre volte. Sappiamo che è una partita difficile, ma possiamo far bene. L’abbiamo già fatto contro di loro sia in campionato che in coppa. E’ una partita di campionato e ce la giochiamo. La squadra ha lavorato bene. Con intensità e voglia. Il risultato chiaramente incide su tante situazioni. Ci sono tante squadre che vanno in difficoltà durante l’anno. E noi siamo una di queste. Secondo me siamo prossimi ad uscire da questo momento perché ho visto unità di intenti e grande voglia".

L'EXPLOIT DELL'ANDATA - "La caratteristica di quella squadra che sconfisse il Catanzaro era la voglia di fare partita e di non aver paura. Sapendo che di là trovi un avversario forte. Forse, però, in questo momento è meglio affrontare squadre come il Catanzaro che altre del nostro valore. Perché non hai niente da perdere e solo da fare una partita maschia, dura, aggressiva. Sono convinto che se facciamo la nostra gare, come fatto fino a prima di Natale, possiamo dire la nostra".

SQUADRA VIVA - "E’ una partita attraverso la quale possiamo fare capire che siamo una squadra viva. Sulla carta è senza dubbio la più difficile in questo avvio. Ma nel calcio di oggi non esistono gare facili. I cartellini gialli? Non percepisco nervosismo. Sicuramente paghiamo la mancanza di risultato, ma la maggior parte dei gialli sono frutto di falli tattici. Chiaro che in questo momento vengano visti diversamente. Tutto questo non deve condizionare il nostro modo di fare calcio. Ad oggi, più che il risultato, mi aspetto la prestazione. Il resto è una naturale conseguenza. Dobbiamo pensare a fare quanti più punti possibili, al di là dell’avversario, di dove giochiamo, modulo e giocatori. Ora conta quello che metti in campo, l’uomo, la persona, più che l’aspetto tattico".